Voci dal Vento: Un Ponte di Parole tra Lazio e Calabria
Miei Carissimi Viaggiatori dell'Anima,
Le storie non nascono solo dalla fantasia di un singolo, ma spesso sbocciano dalla condivisione e dalla vicinanza. Oggi, sono onorata di inaugurare la rubrica "Voci dal Vento", dove daremo spazio ai giovani talenti che hanno tessuto la trama dell'Antologia del Vento Errante Ed. 2025.
L'intervista che sto per presentarvi è un ponte, una dimostrazione che la distanza non è un ostacolo, ma una risorsa. Ho dialogato con un giovane autore del Laboratorio Digitale di Scrittura Creativa della Federazione Italiana Giovani Scrittori (FIGS) del Lazio, che ha scelto di partecipare e scrivere il suo racconto in stretta collaborazione, tramite una chat di Classroom, con una coetanea del Laboratorio My web Writing - Centro giovanile Padre Valerio Rempicci (RC).
Per rispetto della loro privacy, li chiameremo Marco e Sofia.
Questo scambio tra un giovane del Lazio e una coetanea della Calabria è molto più di una semplice collaborazione: è il cuore pulsante del nostro progetto, un'espressione tangibile di come la scrittura possa costruire ponti, superare la distanza geografica e tessere una rete sociale costruttiva. In un'epoca in cui siamo spesso divisi, le loro parole si sono incontrate e unite in un'aula virtuale, dimostrando che la passione condivisa per la narrazione è una forza in grado di unire le voci e i sogni, creando un'amicizia che va oltre i chilometri. La storia che hanno creato insieme non è solo un racconto fantasy, ma la prova concreta che quando i giovani si uniscono per un obiettivo comune, il loro potenziale creativo e sociale non ha confini.
Ho chiesto ai ragazzi di condividere un frammento del loro viaggio, per cercare di farvi sentire l'emozione di questa esperienza unica.
Selene: Marco, il tuo racconto è nato dalla collaborazione con Sofia del Laboratorio My web Writing in Calabria. Cosa ha significato per te lavorare con qualcuno che non hai mai incontrato di persona?
Marco: All'inizio era strano, un po' come scrivere con un'ombra. Non la conoscevo, ma condividevamo la passione. Poi, scrivendo insieme su Classroom, è successo qualcosa di magico. Era come se le nostre idee si incontrassero a metà strada. Lei mi ha dato nuovi punti di vista, mi ha spinto a pensare in modo diverso. Ho capito che non ero solo in questo viaggio, che non era solo un mio sogno, ma il nostro. La distanza è diventata irrilevante.
Selene: Questa esperienza ha cambiato la tua percezione della scrittura?
Marco: Assolutamente. Prima la vedevo come qualcosa di molto solitario. Ora, so che può essere un modo per connettersi con gli altri, per costruire qualcosa di grande insieme. È stata una lezione di collaborazione, di fiducia, di ascolto. E il fatto che tutto questo sia parte di un progetto di volontariato culturale rende tutto ancora più speciale. Ci sentivamo parte di qualcosa di più grande di noi.
Selene: E il momento in cui avete finito il vostro racconto, e poi l'avete visto nel libro?
Marco: C'era un misto di felicità e trepidazione. Abbiamo lavorato a distanza per mesi, e vedere il nostro nome insieme sul libro è stato incredibile. È la prova che non importa da dove vieni o quanto sei lontano, se hai un obiettivo comune e una passione, puoi costruire ponti, letteralmente.
Le parole di Marco sono la prova vivente che questo progetto che va oltre le pagine di un libro.
È un'esperienza che ha arricchito profondamente i ragazzi, sia sul piano morale che su quello sociale. Lavorare insieme, superando la distanza, ha insegnato loro il valore della cooperazione, della fiducia reciproca e della pazienza. Hanno costruito legami di penna e di sogni, dimostrando che le relazioni più significative possono nascere dalla passione condivisa e dalla volontà di dare forma a un progetto comune. Questa sinergia tra culture e regioni diverse ha aperto le loro menti, arricchendo non solo la loro creatività, ma anche il loro orizzonte umano.
Selene: E ora, il vento mi ha portato in Calabria per parlare con Sofia, l'altra metà di questo ponte di parole. Sofia, che sensazioni hai provato a lavorare con un ragazzo che non hai mai incontrato?
Sofia: Ciao! All'inizio, devo ammettere, ero un po' in ansia. Pensavo: "Chissà se ci capiamo?" Ma poi, con i primi scambi su Classroom, è stato tutto così naturale. È come se fossimo stati amici da sempre, solo che ci separavano tanti chilometri. Parlavamo del racconto, ma anche di quello che ci piaceva, delle nostre giornate... È stato bello, mi sono sentita subito a mio agio.
Selene: Hai costruito un legame di penna e di sogni, a distanza. Cosa ti ha dato questa esperienza a livello personale?
Sofia: Mi ha dato tanta fiducia in me stessa. Prima pensavo che le mie idee non fossero "abbastanza". Invece, collaborando con Marco, ho capito che la mia voce ha un valore. Questa esperienza mi ha arricchito un sacco, sia dal punto di vista culturale, perché ho imparato un sacco di cose nuove, sia dal punto di vista affettivo. Ho capito che i legami si costruiscono anche senza vedersi, solo condividendo qualcosa di profondo. È stato un po' come trovare un'amico speciale, e non vedo l'ora di incontrarlo di persona un giorno.
Selene: Se potessi dire qualcosa a tutti i ragazzi che sognano di scrivere, cosa diresti?
Sofia: Direi di non aver paura di condividere i propri sogni. A volte pensiamo che siano solo nostri, ma magari c'è qualcun altro, in un'altra città, che sogna le stesse cose. E se si uniscono le forze, i sogni diventano più forti. Scrivere con Marco non è stato solo creare un racconto, ma un'amicizia. Ed è questo che conta davvero.
Le parole di Sofia risuonano come un inno alla speranza e alla fiducia nel prossimo. Ha saputo cogliere l'essenza di un progetto che va ben oltre la pubblicazione di un libro.
Il suo racconto è la prova che la scrittura può essere un ponte per costruire legami, anche a distanza, e che il volontariato culturale è uno strumento potentissimo per la crescita personale. L'Antologia ha offerto a questi ragazzi l'opportunità di scoprire il valore della collaborazione, di sentirsi parte di una squadra e di capire che le loro voci hanno un peso.
Questo è il vero potere delle storie: non solo intrattenerci, ma educare i cuori, creare connessioni umane e dare un senso di comunità. L'esperienza di Marco e Sofia ci insegna che quando si uniscono due sogni, uno in Lazio e l'altro in Calabria, si possono costruire ponti di parole e di affetti che durano nel tempo.
"Ed è questo il tesoro più prezioso che il Vento Errante ci dona: non soltanto racconti da sfogliare, ma il filo invisibile che unisce i sogni e i cuori."
